GIRO D’ITALIA, LE SALITE DI OGGI: RIONERO, ROCCARASO, SAN LEONARDO E BLOCKHAUS

Prima di concludersi sul temuto Blockhaus, la tappa odierna affronterà due salite che furono inserite nel percorso del primo Giro d’Italia della storia, quello del 1909. Era la tappa Chieti-Napoli. Dopo 50 chilometri si saliva da Sulmona a Roccaraso attraverso il Piano delle Cinque Miglia. L’ascesa di Rionero Sannitico avveniva poco dopo, verso metà tappa. Entrambe le salite comparvero a ripetizione nei tapponi appenninici del Giro fino all’inizio della seconda guerra mondiale. Oggi al passaggio da Rionero, così come a quello dal successivo Passo di San Leonardo, non saranno assegnati punti per la classifica degli scalatori, mentre Roccaraso sarà valido per il Gran premio della Montagna.
RIONERO SANNITICO – Presenza fissa al Giro d’Italia fino allo scoppio della prima guerra mondiale (1909, 1910, 1911, 1913 e 1914), così come nel periodo tra i due conflitti (1919, 1922, 1923, 1924, 1926, 1927, 1928 e 1932). Con l’istituzione del Gran premio della montagna, divenne un traguardo ambito per gli scalatori. Fu Gino Bartali, nel 1936, a conquistare i primi punti messi in palio per il GPM a Rionero. Nel dopoguerra transitarono al comando nella località abruzzese campioni come Guido Carlesi (1957), Vito Taccone (1963), Aurelio González (1967), Bernard Hinault (1980), Lucien Van Impe (1982). Rionero Sannitico ha sorriso anche a Luigi Castelletti (1975), Fabrizio Fabbri (1976), Fabrizio Vannucci (1988), Giuseppe Calcaterra (1992), Gianluca Bortolami (1993), Emanuela Sella (2008), Diego Rosa (2022), agli svizzeri Marcel Huber (1952) e Ueli Sutter (1978), al colombiano José JoaquìnCastelblanco (2002) e all’australiano Matthew Lloyd (2010).
ROCCARASO (2ª cat.) – Altro classico del Giro d’Italia. Presente nei percorsi della corsa rosa almeno 30 volte. Sia come località di passaggio che come arrivo di tappa. Il Giro vi transitò la prima volta il 18 maggio 1909, tappa Chieti-Napoli, l’ultima il 16 maggio 2025, con lo scollinamento in testa di Lorenzo Fortunato. Nel corso della storia sono passati per primi al GPM anche campioni come Taccone (due volte), Aurelio González e Zilioli. Roccaraso è stata per otto volte traguardo di tappa. Il primo ad imporsi nella suggestiva località dell’Alto Sangro fu Giorgio Albani, nel 1952. L’anno dopo fu Fausto Coppi ad imporsi, seguito dal belga Boucquet (1964) e dal francese Hinault (1980). Nelle rimanenti quattro occasioni l’arrivo è stato posto ad Aremogna, la località sciistica a monte di Roccaraso. Prima assoluta nel 1976 con la vittoria del toscano Fabrizio Fabbri, poi trionfi di Moreno Argentin (1987), del belga Wellens (2016) e del portoghese Guerreiro.
A Roccaraso il Giro d’Italia è transitato anche quando il percorso prevedeva la scalata del Piano delle Cinquemiglia, dov’era posto il traguardo del Gran premio della Montagna. Si ricordano i passaggi di Bartali (1951), Fornara (’53), Geminiani (’57), dello spagnolo Pedro Torres (’78), dello scozzese Millar (’87) e di Giovanni Visconti (2009)




